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Il Museo della Padova Ebraica è dedicato alla tradizione e alla cultura ebraiche, da secoli fortemente connesse con la storia e la vita della città. A volerlo fortemente è stata la Comunità ebraica padovana, con l’obiettivo di valorizzare e rendere fruibile alla cittadinanza e ai turisti un luogo particolarmente significativo e ricco di cultura. Simbolica la scelta della sede: si colloca infatti nel “ghetto” in pieno centro storico, all’interno dell’ex Sinagoga tedesca, bruciata nel 1943 per mano fascista e poi restaurata alla fine degli anni Novanta.

Nel museo sono raccolti oggetti della tradizione ebraica provenienti dalla collezione della Comunità padovana e di donatori privati, esposti a rotazione; tra questi spiccano alcuni contratti matrimoniali, candelabri, porta spezie, corone, testi di preghiera, spartiti musicali e molto altro.

Punto di forza e innovazione del Museo è la videoinstallazione Generazione che va, generazione che viene, ad opera del regista Denis Brotto, proiettata su schermi all’altezza dei matronei.  Protagoniste del  video, dieci grandi figure rappresentative della storia della comunità ebraica padovana, che diventano parte attiva del museo e “prendono vita” di fronte al pubblico, rinascendo assieme alla storia e ai luoghi della vita ebraica della città (i cinque cimiteri e gli interni della Sinagoga italiana di via San Martino e Solferino). Infatti, vari attori recitano la parte dei personaggi più illustri dell’ebraismo mondiale che hanno avuto un legame con la nostra città tra cui Don Itzhak Abrabanel, esegeta, filoso, mistico nato a Lisbona ma sepolto a Padova; Yehuda Mintz fondatore dell’accademia talmudica di Padova nel 1460 e molti altri. Il risultato è un continuum di racconti da varie epoche che si possono ascoltare quasi contemporaneamente catapultando il visitatore in una dimensione quasi onirica in cui il passato si fonde al presente.

L’importanza culturale di Padova per l’ebraismo è data dal fatto che qui ebbero modo di incontrarsi e convivere diverse culture ebraiche, la tedesca ashkenazita si insediò nel quattrocento con l’arrivo di diversi esponenti da Treviso, quella spagnola sefardita in seguito ai decreti che in Spagna portarono alla confisca dei beni e all’espulsione e che in Italia, in particolare in Toscana e nella Repubblica di Venezia, trovarono una legislazione più tollerante ed accogliente. Nello stesso secolo, le rigidità dello Stato della Chiesa spinsero molti ebrei romani a raggiungere queste zone e a scegliere Padova come primo insediamento.

Gli ebrei italiani vivevano nella zona vicina a Porta Altinate mentre “spagnoli” e “tedeschi” a sud della chiesetta di S. Canziano raggiunti dagli italiani con l’istituzione del ghetto.

Oggi la comunità ebraica padovana è numericamente piccola ma decisamente viva e l’impresa dell’apertura di questo museo ne è dimostrazione.

Il Museo della Padova Ebraica è quindi un prezioso nuovo spazio della città a disposizione dei cittadini e dei turisti che qui, oltre ad una serie di oggetti unici e dal grande valore storico e culturale, troveranno soprattutto un omaggio alle personalità più eminenti, la vera ricchezza della comunità ebraica padovana nel corso dei secoli, per mezzo di una proiezione mappata sulla parete.

Il Museo della Padova Ebraica propone visite guidate alla Sinagoga e all’antico cimitero ebraico di via Wiel, oltre ad itinerari.

Informazioni

Tel. 049 661267 in orario apertura museo

Tel. 041 5240119 (dal lunedì al venerdì dalle 9,30 alle 16,00)

padovaebraica@coopculture.it